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Le monde ou rien – Frammenti di inchiesta nella Bolognina meticcia

Rilanciamo questi frammenti di inchiesta contenuti nel numero zero di Teiko Rivista.

Nelle TN un tocco
Giro per tutto il blocco
Col completo tarocco
Faccia made in Marocco

Baby Gang

Da almeno un paio d’anni a questa parte, nel vortice dell’indignazione mediatica e degli spauracchi da salotto buono, si è fatta spazio, a suon di martellamento, la categoria di un nuovo soggetto sociologico: il “maranza”. Per televisioni e giornali, da quelli locali alle reti nazionali, è in atto un vero e proprio assalto, arrembaggio, un’invasione barbarica di queste orde di delinquenti ai danni delle nostre città. In termini puramente semiotici, siamo davanti alla costruzione fenomenologica di un nemico chiaro e in grado di creare identità oppositiva, siamo davanti alla costruzione di quello che Reinhart Koselleck chiamerebbe concetto asimmetrico antitetico con cui imporre nel sociale la dicotomia amico-nemico, un “noi” capace di esistere soltanto a partire dall’individuazione di un “fuori di noi” da combattere, da negare. Nulla di nuovo insomma, ed effettivamente, a guardarla bene, la categoria di “maranza” non sembra che un rispolvero in grande stile della più comune figura del teppista, elevato in termini di pericolosità da una sua connotazione prettamente razziale. Marocco, Libano, Siria, ma anche Serbia, Romania, Albania: ad oggi non vengono fornite indicazioni geografiche precise alla guida di torce e forconi, è sufficiente abbozzare una sagoma fatta di tute acetate, di stile eretto quasi a tratto somatico.

Con questo primo stralcio di inchiesta non ci si vuole porre l’obiettivo metodologico di riempire tale sagoma; semmai proprio l’opposto, tentare di allargarne i bordi. Alle nostre latitudini, la polarizzazione “elleno-barbaro” ha sicuramente avuto un suo climax intorno alla vicenda di Ramy Elgaml, diciannovenne che lo scorso novembre ha perso la vita durante l’inseguimento con una volante dei carabinieri, e soprattutto intorno alle proteste scoppiate a seguito della diffusione di un video in cui emergeva, limpida e becera, l’intenzionalità nello speronamento del motorino del giovane. Fior fior di trattati, di articoli scandalistici, di sproloqui si sono susseguiti da quel momento in poi per condannare in contumacia o per elargire pietismo, o ancora per esaltare l’avvento di questo meta-soggetto politico e autoeleggersi portavoce di non si sa bene quale comunità.

Qui sotto non si troverà nulla di tutto questo. L’inchiesta proposta non si arroga in alcun modo il diritto di “parlare per”, né le è proprio un carattere apologetico o idolatrante, tutt’altro: de-universalizzare la figura del “maranza”, provando a mettere al centro sogni e contraddizioni di persone concrete, piuttosto che cliché di personaggi romanzati. A tale scopo, serve innanzitutto specificare il campo di ricerca, particolare e non assoluto, prima di lasciare spazio alle testimonianze raccolte […]

Clicca qui per leggere in formato completo il contributo uscito nel numero zero “L’enigma dell’organizzazione” della rivista “Teiko – Soggetti, Movimenti, Conflitti”.