

UNA LINEA DI ROTTURA.
Non il solito media.
acta nasce perché non vogliamo più essere raccontate.
Perché le lotte non sono contenuti.
Perché i corpi che bloccano non sono hashtag.
Mentre blocchiamo strade, porti, scuole, università, qualcun altro titola, monetizza, normalizza.
Trasforma il conflitto in rumore di fondo.
Noi no.
Un media militante oggi non è una scelta estetica.
È una necessità materiale.

Abbiamo vissuto un’esplosione.
Blocchi ovunque.
Cortei che traboccano.
Occupazioni.
Corpi messi di traverso.
Cortei che traboccano.
Occupazioni.
Corpi messi di traverso.
Contro




Eppure mancava qualcosa.
una voce nostra.
non sopra le lotte.
dentro.
Invece di parlarci, siamo state parlate. Inquadrate. Addomesticate. I media non informano: addestrano. I social non connettono: governano. Gli algoritmi non osservano: decidono.Le destre l’hanno capito prima. Hanno fatto della comunicazione un’arma. Un ecosistema. Una macchina.
Noi arriviamo in ritardo.
Ora è tempo della rimonta.
Ora è tempo della rimonta.


ACTA è un media militante senza mediazioni.
Schierato. Di parte. Situato.
Non cerchiamo l’oggettività. Cerchiamo verità. Non equilibrio. Attrito. Non attenzione. Organizzazione.
acta è un’infrastruttura di lotta. Testi. Immagini. Audio. Video. Piattaforme usate contro sé stesse. Algoritmi forzati. Spazi occupati.
Fuori dalla solitudine dei blog. Dentro il caos del presente.
Non raccontiamo eventi. Li attraversiamo. Non commentiamo il mondo. Lo incriniamo. acta è un cantiere. Su cosa significa conflitto oggi. Quando la guerra è ovunque. Il lavoro è frammentato. La comunicazione è un fronte.
Nessuna neutralità. Solo posizionamento.
Se cerchi intrattenimento, guarda altrove.
Se cerchi attrito, accomodati.
